I carciofi violetti sono una delle tre famiglie di carciofo domestico in commercio, di cui in Italia ne esistono diverse tipologie. Dal carciofo spinoso sardo, al carciofo romanesco e passando per i carciofi viola, in Italia esistono moltissime varietà di carciofi, si calcola infatti che il 30% delle varietà esistenti al mondo siano italiane e la pianta originaria del Bel Paese.

Sono infatti tantissime le varietà di carciofi violetta, dal siciliano al ligure. Ecco quali sono, come si cucinano e le loro proprietà. Hai specifiche esigenze nutrizionali?

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Carciofi viola, proprietà


Se c’è una cosa che sappiamo bene, è che le verdure dal sapore o dal retrogusto amaro sono ricche di proprietà benefiche. I carciofi viola, infatti, hanno tutte le caratteristiche tipiche delle verdure di colore blu/viola, come la presenza dei polifenoli antociani di cui vi abbiamo parlato nell’articolo della dieta antiage (link). Sono inoltre ricche di vitamine del gruppo A, C e K oltre che di sali minerali come potassio, magnesio e ferro, indispensabili
in una dieta sana ed equilibrata. Diuretico, digestivo e coadiuvante della funzione renale, il carciofo è ricco di proprietà nutrizionali che lo rendono adatto a ogni tipo di alimentazione, contengono infatti solo 47 calorie per 100 grammi.

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Carciofi violetti, le varietà più buone

Dalla Liguria al Lazio, passando per Toscana, Puglia e Sicilia, le varietà di carciofi viola in Italia sono tante e tutte buonissime. Sono coltivate in tutto lo Stivale e apprezzati soprattutto per il gusto dolce e un retrogusto amarognolo deciso, un equilibrio di sapori che contraddistingue i carciofi violetti rispetto alle altre tipologie.

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carciofi violetti

1. Carciofi violetti di Sicilia


Tra i più conosciuti in Sicilia, troviamo il carciofo di Ramacca, un’antica varietà molto apprezzata per il sapore intenso, dolce e retrogusto leggermente amarognolo. Sono coltivati nella Piana di Catania, una terra vulcanica ricca d’acqua che dona alle verdure coltivate sapore e caratteristiche uniche. Hanno una forma ovoidale, bratte verdi con spine che non pungono ideali per preparare decotti e infusi. La ricetta classica li vuole ripieni di
pangrattato condito con aglio, pecorino e prezzemolo e cotti posizionandoli verticalmente in un pentola con due dita di acqua e il coperchio.

2. Carciofi di Albenga


Appartenente alla famiglia dei carciofi spinosi, il carciofo di Albenga è una varietà che deriva dal carduccio selvatico, pianta erbacea diffusa nel bacino Mediterraneo e consumata sin dalle epoche più antiche. La forma è allungata con bratte esterne coriacee e con spine appuntite (fate attenzione a maneggiarli) dal colore prevalentemente verde, con sfumature viola. Ha un sapore molto ma molto intenso che si presta per tutte le
preparazioni. Una tra tutte è la Fritta de articiocche, ovvero la fritta di carciofi alla ligure con maggiorana e caprino.

3. Carciofi violetti di Sant’Erasmo


Andando più a est rispetto alla Liguria, troviamo il carciofo di Sant’Erasmo, una varietà di carciofo coltivato sull’omonima isola situata nella Laguna di Venezia. Appartenente alla famiglia degli spinosi, il violetto di Sant’Erasmo è tenero, carnoso e dal gusto inconfondibile. Ha forma allungata e bratte di colore viola cupo intenso ben distinguibili da tutte le altre varietà di carciofi. Si abbinano con i prodotti di mare, come sarde e acciughe, ma se volete gustarli al meglio, abbinateli alle schie, i gamberetti della laguna.


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4. Il carciofo di Schito o di Castellammare di Stabia

Sottotipo della varietà romanesco, il Carciofo di Schito si presenta con le brattee di colore verde con forti sfumature viola e la forma arrotondata, del tutto simile alla famiglia cui appartiene. Ha un sapore ricco e intenso, come la terra assolata in cui viene coltivato. Si possono gustare crudi, basta uno spicchio d’aglio e un po’ di prezzemolo, ma sono eccezionali per preparare saporite frittate.

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