Pane sciocco, verdure e legumi: tre ingredienti che insieme danno vita alla ribollita, ricetta tipica della cucina toscana

Buona, sana, completa, genuina e perfetta per le giornate più fredde, la ribollita è un piatto ricco di storia, sapori intensi e legami profondi con la tradizione contadina, che ha sempre usato ingredienti di stagione nell’ottica di non sprecare mai nulla. 

Ecco perché cade a pennello nel nuovo menù invernale del iColti in Tavola, ancora più ricco di piatti pronti equilibrati e gustosi, facili da mangiare quando vuoi, dove vuoi e con chi vuoi, in ufficio come a casa. Una linea di ristorazione aziendale innovativa, con soluzioni e servizi modulabili e adattabili a ogni esigenza. 

Origini della ribollita

Il nome di questa zuppa si spiega con la sua preparazione. La ribollita era un piatto che le contadine preparavano in gran quantità usando gli ingredienti disponibili in quel periodo dell’anno, in modo da poterla consumare anche nei giorni successivi, ovviamente facendola bollire di nuovo. Di solito si cucinava di venerdì, perché è una ricetta considerata magra e priva di carne.

Oggi la definiremmo una ricetta anti-spreco, perché nella ribollita si utilizzano il pane raffermo e le verdure avanzate.

Nel corso del tempo, da semplice piatto contadino la ribollita è diventata un simbolo della cucina toscana, apprezzata per la sua bontà e la sua capacità di trasformare ingredienti umili in una delizia culinaria. 

Puoi trovarla nelle cinque linee di menù de iColti in Tavola, costruite per dare a ognuno la possibilità di avere una pausa pranzo in linea con il proprio stile di vita. 

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Gli ingredienti chiave

La ribollita è un piatto composto da ingredienti semplici ma genuini: possono esserci variazioni in base a quel che c’è in dispensa al momento, ma tendenzialmente è un piatto invernale che conta soprattutto su cavolo nero e fagioli. 

Gli ingredienti tipici della ribollita sono:

  • Pane raffermo: si usa soprattutto il classico pane toscano senza sale, avanzato da giorni e quindi diventato duro. Viene tagliato a fette e disposto a strati sul fondo del piatto: sopra si versa la zuppa, in modo da farlo ammorbidire e dare consistenza al piatto. 
  • Verdure: non c’è ribollita senza cavolo nero, tipico ortaggio invernale che per essere buono deve aver preso la prima gelata, come per le verze. Servono anche le classiche verdure da soffritto, quindi carote, sedano e cipolla e si può arricchire il tutto con patate, verza, bietole, pomodori.
  • Fagioli: per la ribollita di solito si usano i cannellini, ricchi di carboidrati complessi e proteine. In parte andranno frullati, dopo la cottura, per dare ulteriore spessore al piatto. 
  • Brodo vegetale
  • Olio extravergine di oliva, da versare a crudo sulla ribollita prima di servirla. 

La ricetta tradizionale prevede che la ribollita cuocia diverse ore: va poi quindi raffreddare e nuovamente portata a bollore prima di essere servita, in modo che tutti i sapori siano ben amalgamati. 

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