Oggi andiamo alla scoperta di una delle star tra i prodotti tipici italiani. Parliamo del radicchio tardivo, un’ortaggio invernale che rappresenta la stagione invernale tra risotti e insalate, soprattutto al nord dello Stivale. Il radicchio tardivo ha peculiarità che lo contraddistinguono rispetto a tutte le altre varietà di radicchio. Vi parleremo quindi delle caratteristiche, della zona di coltivazione, delle ricette tradizionali e anche delle mille proprietà benefiche del radicchio rosso di Treviso.

Perché è unico

Un vecchio detto popolare dice che il radicchio tardivo di Treviso è il dono che l’autunno fa all’inverno per rallegrare i campi ormai grigi e incupiti dalla stagione fredda attraverso i suoi colori sgargianti. L’inverno, infatti, è una stagione per verdure resistenti alle basse temperature. Tra queste c’è il radicchio tardivo, che come il cavolo verza, si raccoglie solo dopo che le piante hanno subito due brinate, in pieno inverno.

È inconfondibile

Il radicchio tardivo ha una forma affusolata, coste spesse dal colore bianco e poche (ma buone) foglie dalle sfumature viola intenso. Caratteriste, queste di un prodotto dal sapore nettamente meno amarognolo rispetto a un radicchio tradizionale, ma con gli stessi benefici. Il sapore meno amaro è dato anche dalla fase successiva alla raccolta, quella dello sbianchimento. Si tratta di una lavorazione che, attraverso l’immersione del radicchio appena raccolto in acqua di falda, blocca la produzione di clorofilla e permette di ottenere anche il famoso colore violaceo.

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Specialità tutta veneta

Di origini incerte, il radicchio apparve in Italia nel XVI secolo in provincia di Treviso, precisamente a Dosson. Qui, grazie a particolari tecniche di coltivazione (forzatura, imbianchitura, condizionamento) presto si trasformò da cibo della povera gente alla più pregiata e richiesta verdura invernale. Oggi come allora, la storia del radicchio rosso ci dice che rimane sempre la regione Veneto ad avere i migliori presupposti per la sua coltivazione.

Un po’ è grazie all’esperienza secolare che si traduce in una specializzazione eccezionale. Ma sono soprattutto il microclima e la posizione geografica della regione a rendere il prodotto così speciale. Dal radicchio trevigiano, infatti, derivano altre varietà molto pregiate che hanno ricevuto il riconoscimento IGP. Tra queste troviamo il nostro radicchio tardivo, il radicchio rosso di Chioggia o il variegato di Castelfranco.

Proprietà del radicchio tardivo di Treviso

Il radicchio è chiamato anche l’aspirina d’inverno perché, grazie ai suoi principi nutritivi, rinforza l’organismo depurandolo dalle scorie. Ha tutte le proprietà antiossidanti degli alimenti viola/blu oltre alle caratteristiche depuranti tipiche delle verdure amare come la cicoria.

Valori nutrizionali del radicchio rosso di treviso

Pochissime calorie, acqua e una buona presenza fibre fanno del radicchio un vero toccasana, soprattutto da mangiare in insalata prima dei pasti. Basti pensare che cento grammi di radicchio hanno pochissime calorie, circa 23. Quanto a minerali, il radicchio ne contiene molti, soprattutto potassio, ma anche fosforo, calcio, zinco, magnesio, sodio, rame, ferro e manganese. Inoltre, sono molte le vitamine specie del gruppo B, vitamina C, vitamina K e, infine, vitamina E.

Il radicchio tardivo in cucina

Un ingrediente così versatile, il radicchio tardivo è buono da mangiare in insalata ma è perfetto per i primi piatti, dai risotti alle insalate di cereali come farro e bulgur. Ottimo anche per accompagnare secondi piatti, lesso, al vapore o saltato in padella. Noi te lo abbiamo proposto grigliato nella linea Leggerezza, in abbinamento ad altre verdure, perché i colori della salute sono sempre importanti. Se poi parliamo di piatti sfiziosi, allora l’abbinamento più sfizioso è, forse, quello con lo speck. Prova la nostra gramigna con speck e radicchio, puoi trovarla nella lista dei piatti a disposizione della linea Specialità proprio adesso!

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